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Tutto straordinariamente emozionante
L’emozione vi coglie al primo contatto, bastano pochi
passi e vi troverete subito in un paradiso naturale incontaminato.
Estese vallate, prive di viabilità principale e di centri
abitati, si addentrano tra vette dolomitiche elevando il Parco
al grado di “wilderness”, ideale per escursioni
di tipo naturalistico ed il trekking. Lontano dalla confusione
cittadina e dal logorio della vita moderna, ci si trova in
una quiete silenziosa, fattore importante per migliorare la
qualità della vita. Camminate contemplative, scalate
su roccia; osservare la natura o semplicemente rilassarsi in
un dolce far niente.
I protagonisti del Parco
Voler volare, è il primo desiderio che vi prende quando osservate in silenzio
il maestoso volo dell’aquila reale, unica vera regina di ogni valle. Oppure
la voglia di saltare come il branco di stambecchi che potreste incontrare lungo
i ripidi sentieri.
Tutto il Parco pullula di vita, è facile incontrare, sul vostro cammino,
gruppi di caprioli, camosci e cervi.
Vedere galli forcelli o galli cedroni fuggire al vostro passaggio.
Osservare giovani marmotte rincorrersi.
Momenti indimenticabili!
L’inverno tra neve e ghiaccio
D’inverno invece, il Parco brilla di una luce particolare ed il paesaggio
diventa fiabesco.
Passeggiate con sci da fondo o con racchette da neve, sci alpinismo per luoghi
silenziosi e pieni di magia, si organizzano corsi di arrampicata su cascate ghiacciate
che rappresentano le attrazioni da brivido che potete provare nei mesi invernali.
Riscoprite il lato positivo del sottozero!
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Il patrimonio faunistico del Parco Naturale
delle Dolomiti Friulane è molto
ricco: ciò dipende soprattutto dalla variabilità ambientale
di questa fascia alpino-montana e dalla scarsa antropizzazione del territorio.
Il Parco ospita popolazioni stabili di: camosci, caprioli, marmotte,
galli cedroni, galli forcelli, cervi ed una consistente colonia di stambecchi
in continua espansione.
Segno dell'elevato grado di naturalità dell'ambiente del Parco è la
densità di popolazione dell'aquila reale; in ogni vallata si stima
la presenza di una coppia nidificante.
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Il Centro Visite Forni di
Sopra ospita la Mostra "La vegetazione
del Parco”
Il percorso espositivo conduce il visitatore attraverso i diversi aspetti
della vegetazione delle Dolomiti Friulane; si inizia con le informazioni
generali relative alla vegetazione degli ambienti montani per arrivare
ai complessi ed importanti rapporti storici tra l’uomo e le piante.
Sono inoltre presentati anche gli aspetti naturalistici più interessanti
come gli adattamenti alle notevoli difficoltà ambientali, gli
endemismi e le diverse forme con cui le piante si organizzano in comunità stabili.
La struttura opera inoltre quale laboratorio didattico a carattere botanico,
ospitando, tra l'altro, mostre temporanee relative ad erbe e funghi.
All’ultimo piano della struttura è inoltre presente una
sala convegni multimediale.
Al Centro visite sono collegati il "Sentiero dei bambini" (itinerario
naturalistico adatto a scolaresche e gruppi familiari) e “L’orto
botanico” realizzato grazie ad un’iniziativa che ha visto
coinvolti il Parco, il Consorzio delle Dolomiti friulane, il Comune e
scuole di Forni di Sopra.
A queste realtà si aggiungerà dalla primavera 2005 il “Percorso
delle piante alimentari ed officinali”.
Obiettivo di questo progetto è quello di conservare la memoria
storica delle tradizioni legate alle colture autoctone, stimolare la
conoscenza e offrire esempi pratici sull’uso produttivo delle erbe
alimentari e officinali e contribuire alla valorizzazione turistica del
territorio.
Contenuti delle mostra:
1 - I BIOTOPI FLORISTICI
Un grande mosaico vivente
Il paesaggio montano si presenta come un complesso mosaico di comunità viventi
differenziati.
Ogni comunità occupa uno spazio più o meno ampio che viene
detto biotopo. L’insieme dei biotopi floristici determina la fisionomia
del paesaggio vegetale.
2 - LA VEGETAZIONE E L’AMBIENTE
È
costituita dall’insieme degli organismi vegetali che vivono in
un determinato ambiente.
In ambiente alpino la vegetazione viene modellata da fattori ambientali
come l’altitudine, l’esposizione dei versanti, l’entità delle
precipitazioni, la natura delle rocce e così via.
Le forme della vegetazione
Le caratteristiche di struttura e di sviluppo degli insiemi vegetali
determinano la forma della vegetazione. La vegetazione può essere
di tipo erbaceo, arbustivo o arboreo.
Nel primo caso prevalgono i prati e i pascoli, nel secondo caso gli insiemi
di cespugli e di arbusti, nel terzo caso i boschi e le foreste.
La vegetazione delle dolomiti friulane
Sulle montagne del parco la vegetazione comprende le tre forme strutturali
più tipiche: prati e pascoli, arbusteti, boschi e foreste.
A queste se ne aggiungono altre dovute alla particolare natura dell’ambiente
e all’opera colturale dell’uomo. Nel primo caso si ha, ad
esempio, la vegetazione pioniera di tipo rupestre; nel secondo caso si
ha invece la vegetazione dei coltivi di fondovalle.
I tipi di vegetazione
Nel Parco delle Dolomiti Friulane prevale la vegetazione forestale.
Nel contesto forestale di tipo boschivo più esteso è quello
costituito prevalentemente o esclusivamente dal faggio (Fagus sylvatica).
Il tipo principale della vegetazione presente è pertanto rappresentato
dalla faggeta.
L’altitudine e la vegetazione
Al variare dell’altitudine cambiano i caratteri climatici dell’ambiente.
In ambiente alpino ogni 100 m in più di quota corrisponde
una variazione climatica di 3 gradi di latitudine.
Ne consegue dunque che il clima e la vegetazione delle massime altitudini
alpine sono assimilabili al clima e alla vegetazione della tundra
artica.
LA MUGHETA E IL PASCOLO ALPINO
LA FAGGETA E IL BOSCO DI CONIFERE
IL PRATO FALCIABILE E LE PINETE
3 - LE STAGIONI DELLA MONTAGNA
Le stagioni, che nell’ambiente di pianura risultano corrispondenti
alla durata fissata dal calendario astronomico, mutano decisamente
la durata in relazione all’altitudine. I 250 giorni del periodo
vegetativo proprio delle quote inferiori si riducono così a
soli 70-100 giorni alle massime altitudini.
4 - LE SUCCESSIONI ECOLOGICHE
I versanti detritici sono oggetto di una incessante opera di colonizzazione
da parte delle piante. Le fasi di questo lungo e faticoso processo
vengono dette successioni ecologiche.
Le fasi sono sostanzialmente tre ed occupano un arco di tempo compreso
tra i 20 ed i 50 anni.
5 - GLI ENDEMISMI
Le specie floristiche endemiche vengono suddivise in gruppi geografici
(endemismi orientali, endemismi insubrici, endemismi occidentali…)
Nel territorio del parco sono presenti numerosi endemismi orientali
e, tra questi, anche preziosi endemismi regionali.
6 - GLI ADATTAMENTI
La flora dei ghiaioni
La frugalità che consente alla tenace flora delle pendici
detritiche di vivere e perpetuarsi in un ambiente tanto difficile
deriva da particolari adattamenti che le varie specie hanno subito
nel corso della loro evoluzione. Tra questi la riduzione delle superfici
fogliari per limitare la perdita d’acqua per traspirazione,
il notevole sviluppo dell’apparato radicale e la capacità di
germinare negli strati bui e profondi del brecciaio.
La flora delle rupi
La roccia delle Alpi Meridionali, cui appartengono le Dolomiti Friulane, è di
natura calcarea o calcareo-dolomitica.
La morfologia delle montagne del parco è caratterizzata da
pareti spesso sub-verticali e da rocce più o meno fittamente
fratturate da perenni fenomeni di demolizione.
L’ambiente rupestre è quindi caratterizzato da forti
escursioni termiche, da assenza prolungata d’acqua e da estrema
scarsità di substrato fertile.
7 - LE PIANTE D’USO ALIMENTARE E MEDICINALE
L’impiego delle piante per la cura di avversità che
affliggono la salute dell’uomo prende il nome di fitoterapia.
Si tratta di una pratica antica quanto l’uomo, cresciuta con
la cultura umana e profondamente radicata in essa.
Le piante cosiddette officinali risultano descritte in trattati o
raccolte in erbari da almeno 5000 anni.
Anche la cultura popolare propria delle Dolomiti Friulane tramanda
conoscenze che riguardano l’uso delle piante selvatiche.
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