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CONSORZIO SERVIZI TURISTICI
Via Roma, 21
33024 FORNI DI SOPRA (UD)
Tel. e fax 0433/88553
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ANELLO DI FORNI

- Premessa -

Il Consorzio Servizi Turistici di Forni di Sopra propone agli ospiti la possibilità di utilizzare al meglio la sentieristica che contorna il paese a breve distanza dalle vie di comunicazione principali e che costituisce la base di partenza per le gite alpinistiche ed escursionistiche di più ampio respiro e maggiore difficoltà.

In questo itinerario sentieri e mulattiere sono stati opportunamente ripuliti, segnalati, raccordati fra di loro fino a costituire un vero e proprio anello che racchiude al suo interno il paese di Forni, snodandosi per complessivi 18 Km. ca. fra le quote di 830 m. slm e 1200 m. slm. Naturalmente c'è la possibilità di percorrere anche solo alcune parti dell'anello, viste le continue opportunità di collegamento con il centro abitato o la viabilità pubblica.

E’ stato quindi immaginato un ipotetico fiore i cui petali trovano quale punto comune il centro del paese.

La descrizione di seguito riportata, abbinata alla cartina topografica, permette di sfruttare al meglio questa opportunità che il Consorzio offre a tutti coloro che non si sentono in grado di affrontare escursioni più impegnative. Pur con l'ausilio di questa guida, della segnaletica e della cartina, sono necessari comunque un minimo di pratica di montagna e di orientamento .

Descrizione dell'itinerario

a) Dall'abitato di Vico a Misiei - dislivello mt. 103 — km. ca.3

Quale punto di partenza abbiamo scelto l'abitato della frazione di Vico ed esattamente la Località (Crous) da dove si diparte, di fronte ad una cappellina, la carrareccia (via Chianeit) verso la M.ga Varmost con relative indicazioni (n. 207) .

La seguiamo per c.a 500 m. fino ad incrociare, in corrispondenza delle vasche dell'acquedotto comunale in località (Stalâs), il primo indicatore di direzione che ci invita a piegare a sinistra .

Dopo l'attraversamento di un torrentello (Rio Pursîl) incrociamo la seggiovia e la pista da sci che seguiamo per alcune centinaia di metri, quindi, deviando dalla pista verso sinistra lungo un sentiero quasi pianeggiante fra i boschi di abeti e caratteristiche infossature del terreno, raggiungiamo in breve la località (Pràdas) dove facciamo la prima sosta presso un gruppo di casolari. Qui possiamo dissetarci alla sorgente e godere di uno stupendo panorama dei gruppi montuosi dei Monfalconi e del Cridola che ci appaiono di fronte , al di là del Tagliamento.

Riprendiamo il cammino passando davanti al maggiore degli edifici quindi, seguendo la segnaletica, ci inoltriamo per un tratto nel bosco sovrastante la SS 52 carnica che intravediamo fra i rami ed in pochi minuti raggiungiamo la splendida spianata di (Misiei) con al centro una caratteristica costruzione rurale. Questa era l'abitazione estiva del compianto Giovanni CAPOSASSI, valente botanico autodidatta e coautore di un pregevole volume sulle piante officinali della zona.

Da (Misiei) in pochi minuti possiamo scendere verso la statale e quindi ritornare in paese (2.5 Km) eventualmente utilizzando la (Strada Vecia) descritta più avanti in alternativa all'asfalto .

Se invece vogliamo proseguire...

b) Da (Misiei) all'Albergo Cridola

Riprendiamo la via ribadendo le considerazioni riguardanti il panorama fatte in precedenza e, dopo aver attraversato il (Rio Misiei), oltrepassiamo in (Località Clapuniei) un'altro edificio rurale ed iniziamo la salita verso (Glorion) che è l' unica di un certo impegno di tutto l'itinerario e che ci porta verso la quota più rilevante di tutto l'anello: i 1202 m. di (Somaplana).

Nei pressi di alcuni rustici di cui uno purtroppo ridotto a rudere, la segnaletica ci propone la possibilià di deviare dal nostro itinerario verso la M.ga Varmost che possiamo raggiungere in circa un' oretta di cammino. Il sentiero, non numerato ma comunque ben segnalato, si snoda fra splendidi faggeti fino alla stazione della Sciovia Curnut e quindi segue la pista di sci fino alla M.ga Varmost. Nei pressi della Malga, nei mesi estivi, sono in funzione il Ristorante e la Seggiovia per chi, stanco, vuole giungere a valle senza faticare ulteriormente .

L’anello prosegue sempre verso Nord-Ovest lungo i prati pianeggianti ed a tratti paludosi di (Poas) fino a giungere al grosso complesso della Colonia Alpina ODA .

Dalla Colonia il nostro anello inizia il "ritorno" verso il paese indirizzandoci verso Sud. Raggiungiamo in pochi minuti di strada la SS 52 nei pressi dell'Albergo CRIDOLA. Siamo a ca. 4 Km dal paese.

Se qualche amico ci è venuto incontro con la macchina possiamo considerare conclusa la gita, se invece vogliamo proseguire ....

c) Dall'Albergo Cridola a Forni

Attraversiamo la SS 52 e prendiamo ancora verso Sud. La mulattiera scende verso il gruppo di abitazioni della (Ropa) che superiamo raggiungendo l'opera di presa dell'Enel. Tale opera raccoglie normalmente tutte le acque del Tagliamento ed affluenti facendole confluire nel bacino idroelettrico di Sauris.

Attraversato il greto, nei pressi della guardiola di servizio alla presa, la segnaletica ci offre un'altra opportunità. Quella di imboccare la pista forestale ricavata sulle sponde del Torrente Fossiana sino a raggiungere in un'oretta il sentiero 341, vale a dire la via di collegamento fra il Passo Mauria ed il Rifugio GIAF.

Siamo nei pressi del noto locale "Polenta e Frico" a (Nuoitas). Lo superiamo e dopo pochi metri di strada asfaltata affrontiamo verso sinistra un tracciato aperto nella vegetazione del greto del Tagliamento che attraversiamo ed in pochi minuti arriviamo nei pressi del (Puont dai Fasoi) e quindi (ta las Sentas). Tale località, a ca. 3 Km. dal paese, è il punto in cui dalla Statale si diparte la carrareccia di accesso al Rifugio Giaf. La seguiamo per ca. 400 m. fino al ponte sul Tagliamento. Lasciamo per ora ad altri la via del Rifugio ed i numerosi itinerari che da esso si dipartono visto che ormai il ns. obiettivo è il paese. Dal ponte, verso EST, inizia la così detta (Strada vecia). Questo viottolo era anticamente la via di comunicazione principale verso la Mauria e viene attualmente utilizzato come viabilità agricola, turistica e forestale d'estate, come pista di fondo durante l'inverno. Riattraversiamo sulla briglia-guado il (Rio Misiei) già citato in precedenza e ci ritroviamo al punto di incrocio con la fine del tratto a). Oltrepassiamo (Cjandarens) ed il caratteristico tratto alberato, quindi, seguendo la sponda sinistra del Tagliamento, arriviamo in poco tempo ad intravedere le prime case di (Cuol da la Cjaras). Siamo in paese.

Variante...

Per ritornare in paese dal ponte sul Tagliamento sulla strada del Giaf, anzichè seguire la sinistra idrografica del Tagliamento stesso, si prosegue per un centinaio di metri lungo la strada sino ad incrociare verso sinistra una pista forestale. Da qui, la località è denominata (Riù Ciapilan), inizia la parte di pista di fondo che costeggia la sponda destra del Tagliamento. Tale sponda è molto più ombreggiata dell'altra e va percorsa lungo l'alveo fino alla loc. Pocagneit dove la segnaletica ci invita a salire leggermente. Molto suggestivo è ora il tratto in mezzo ad un bel bosco sino ai fienili (Soraruoi). Da qui si può scendere subito al paese che nel frattempo si è presentato alla nostra vista attraversando il ponticello del Sirai oppure proseguire verso Sud come da descrizione del successivo punto d).

d) Da (Santaviela) a (Stinsans)

Da (Santaviela) - partenza impianti Varmost - raggiungiamo, tenendoci a valle del parcheggio, il caratteristico ponte in legno del (Sirai) che collega le due sponde del Tagliamento nel suo punto più stretto. Attraversatolo, ci inerpichiamo per un breve tratto lungo il sentiero che porta ai casolari di (Soraruoi). Qui incrociamo una comodissima mulattiera (vedi variante) utilizzata pure come pista forestale che, percorsa in direzione sud-est ci permette in pochi minuti di affacciarci sull'ampia spianata erbosa di (Davost) attraversata dalle piste di sci e contornante come un verde abbraccio la zona sportiva di Forni. Nei pressi dei campi sportivi affrontiamo decisi la strada di (Palas) seguendo l'indicazione per il Rifugio F.Pacherini (N.362). La strada bianca, chiusa al traffico veicolare, costituisce una stupenda passeggiata che si inoltra per ca. 2.5 Km in un bosco di pini ed abeti, allontanandosi lentamente dal paese e dalle sue frazioni Cella ed Andrazza, dominate dalle imponenti moli del (Clap Savon) e di Rancolin (Narculin).

Dove la strada si trasforma in mulattiera (in prossimità di un'area di sosta attrezzata), lasciamo ai più accaniti la via del Rifugio Pacherini e prendiamo a sinistra (Est) per un comodo sentiero che scende inizialmente in un bel bosco di faggio. Seguendo quindi le sponde del torrente (Dria) raggiungiamo il Tagliamento nei pressi della piccola centrale idroelettrica alimentata dal succitato torrente. Siamo nel punto più basso dell'intero anello. Qui abbiamo varie possibilità di scelta:

I "già stanchi" in 10 minuti di strada asfaltata possono raggiungere la frazione di Andrazza.

Per chi ha previsto una camminata impegnativa c'è l'opportunità di proseguire verso Sud lungo la sponda destra del fiume Tagliamento verso (Piniei) e quindi risalire l'intera valle del Torrente (Ruodia) fino a (Rua) ed al (Passo Suola), per poi ridiscendere al Rif. Pacherini - sent. 368. Si tratta di un itinerario lungo e non sempre ben individuabile nel greto a causa delle piene primaverili e che presenta più avanti anche alcuni passaggi esposti; andrebbe dunque affrontato con adeguata prudenza.

Chi invece vuole proseguire lungo l'anello, oltrepassando il ponte può prendere, sempre verso Sud, la mulattiera che inizia nei pressi di un fabbricato e fiancheggia per un buon tratto la sponda sinistra del Tagliamento, per poi piegare ad est, guadagnando quota verso (Sacuidic) e (Parulana) fino a giungere a Stinsans nei pressi del campeggio posto sulla statale ad 1 Km ca. dall'abitato di Andrazza.

e) Da (Stinsans) a Vico

Seguiamo per alcune centinaia di metri (Nord Ovest) la Statale fino all'imbocco, verso destra, di una strada asfaltata che percorriamo per circa 1 km. raggiungendo la località (Masaroul), dove sono evidenti le piazzuole di un campeggio.

In alternativa si può attraversare il villaggio (STINSANS) partendo dall'incrocio sulla SS 52, seguendo indifferentemente una delle due strade che servono il Villaggio stesso sino alla loro ricongiunzione. Si prosegue quindi in salita lungo una carrareccia sterrata che in breve raggiunge l'acquedotto comunale. Da qui si diparte a destra un sentiero che non deve spaventare per la ripidezza in quanto è assai breve e raggiunge ben presto una comoda pista forestale. La si percorre verso sinistra in leggera discesa fino a raggiungere la già citata località (MASAROUL)

Attraversato il Torrente (Guosa) Agozza, poco oltre il guado, lasciamo la strada che prosegue scendendo verso (Tintâi) e Cella e ci avviamo alla conclusione del nostro Anello. Nei pressi di alcune costruzioni, troviamo a destra il sentiero che dopo un breve tratto a gradoni risale verso Nord, fra boschi e prati, portandoci in pochi minuti a (Tiviei). Un vasto pianoro erboso si presenta ai nostri occhi quale splendido balcone sulla valle sottostante. Oltrepassiamo alcuni rustici sino ad incrociare la mulattiera che a destra sale alla Malga Montemaggiore (N. 210)

Da qui, svoltanto a sinistra, sulla strada asfaltata, possiamo scendere in un attimo in paese verso (Polvirâra) e Vico oppure verso (Sorapiêra — Tintai) - Cella, sicuramente appagati da una gita bellissima, poco faticosa, ma remunerativa come una grande escursione ...

A questo punto si affronta un’ulteriore tratto che appagherà la mezzoretta di cammino in più.

Ci si incammina per la strada forestale di recente tracciatura, il cui avvio è a sinistra rispetto al citato sentiero n. 210, lasciando alle spalle i casolari di Tiviei. Dopo un breve tratto in leggera salita imbocchiamo sulla nostra sinistra il sentiero appositamente battuto. Attraversiamo il sentiero sui prati di (Cià di Taiâra) ed iniziamo la discesa per la mulattiera fino alla località di (Soraviniei). Ci troviamo a quota mille e da qui abbiamo due possibilità:

Continuando la discesa, ora sui prati, si arriva in breve tempo in paese, sbucando, dopo aver attraversato il rio (Soraviniei), su un caratteristico ponticello in via (Tiviei).

Proseguendo sulla nostra destra lungo il tratto pianeggiante segnato dalla condotta Enel ci portiamo in poco tempo, dopo aver attraversato un boschetto, in una delle zone più panoramiche della vallata. Fermiamoci un momento per contemplare il meraviglioso paesaggio che si presenta dinanzi a noi. Proseguiamo la passeggiata sino all’ incrocio della condotta con il sentiero CAI 209 che porta alla malga (Tragonia). Svoltanto a sinistra si inizia la discesa che in pochi minuti porta in paese, a Vico, nei pressi del torrente (Tolina).

Anello di Bianchi

- Premessa -

La Sezione CAI di Forni di Sopra, in collaborazione con la gestione del Rif.GIAF, propone agli escursionisti un originale itinerario che, utilizzando il Rif. GIAF come costante punto di riferimento, offre scorci bellissimi a diretto contatto con la natura. L'itinerario è stato denominato "Anello di Bianchi" e vuole essere un omaggio alla memoria del fornese CORADAZZI Iginio "BIANCHI", guida alpina e pioniere dell'alpinismo fornese.

Assieme a lui viene ricordata in questa occasione l'intera famiglia "BIANCHI" che per molti anni ha gestito il Rif. GIAF con quella passione per la montagna che permette di superare anche le avversità più dure.

L'anello inserito nel Parco Naturale delle Dolomiti Friulane non presenta difficoltà alpinistiche di sorta, ha un dislivello di ca. 300 m. ed è percorribile in 2 ore e mezzo di cammino a passo normale, comprese le pause per ammirare il paesaggio.

Per la sua realizzazione sono stati recuperati per lunghi tratti di vecchi sentieri sepolti dalla vegetazione .

Il simbolo segnaletico dell'Anello di Bianchi, presente su tutto l'itinerario, è il seguente:

Descrizione dell'itinerario

Lasciamo il piazzale del Rifugio (Giâf) (1400 m. slm.) incamminandoci verso NORD-OVEST, lungo il sentiero pianeggiante contrassegnato dal segnavia 346, che ci porta in breve al greto di un ruscello ed iniziamo la salita affrontando il tratto a fondo ghiaioso che sale verso F.lla (Scodavacca).

Abbandoniamo tale percorso dopo poche decine di metri imboccando, verso destra, la deviazione per il (Cason dal Boschet) -Segnavia 340. Il sentiero si snoda inizialmente attraverso un bel bosco di abeti e larici in direzione verso NE e poi verso Nord, risalendo le pendici del M.te (Boschet). Lentamente si scopre alla nostra vista l'intera verdeggiante valle di Forni, mentre la vegetazione si dirada e la fatica si fa un po’ sentire, in special modo se si affronta la salita nelle ore più calde. A quota 1600 una fontanella lascia cadere poche gocce d'acqua sulle zolle verdissime e ci distoglie per un attimo dall'impegno della salita. Siamo quasi in cima. Superiamo le ultime balze erbose mentre il bosco riacquista consistenza ombreggiando il tratto finale che ci permette di raggiungere i 1700 m. del pianoro sommitale. Abbiamo superato la parte più impegnativa dell'Anello e possiamo godercil'ampissima vista. Riprendiamo la via seguendo i colorati riferimenti segnaletici. Inizia qui la parte più suggestiva e meno nota del percorso. Affrontiamo le cenge erbose pianeggianti che solcano il versante SUD-OVEST del M.te (Boschet) le quali, assieme alle tracce del vecchio sentiero, sono state ripulite dai mughi che le avevano sommerse.

Da qui inizia la discesa e dopo alcune centinaia di metri, aggirando un costone, ci appaiono all'improvviso la rossastra sagoma verticale della Torre (Spinotti) e il geometrico intaglio della F.lla (Scodavacca). Di fronte, le guglie dei Monfalconi ci sembrano ancora più suggestive del solito nella nuova inquadratura.

Percorriamo l'intero costone dominante il Rif. (Giâf) superando alcuni colatoi di slavine con un breve tratto leggermente esposto facilitato da una funicella fissa.

Dove il bosco riprende il sopravvento sui mughi ritroviamo il sentiero 346 (1600 m.slm), che imbocchiamo verso destra.

Lo seguiamo per alcune centinaia di metri in leggera salita innalzandoci sino a quota 1660. A questo punto il segnavia ci invita a prendere a sinistra ed iniziamo l'attraversamento in direzione SUD della zona denominata (Lal Busas di Giâf). Una serie di infossature erbose ricche di fiori e piante di ogni specie ci fanno da cornice. Prendiamo ancora un po’ di quota sino all'incrocio con il sentiero 354 (1715 m. slm).

La Forcella da (Lal Busas) ci sovrasta con i suoi ghiaioni mentre, seguendo il sentiero 354 verso EST, ridiscendiamo un po’ verso il Rifugio il cui tetto sovente intravvediamo fra la vegetazione.

A quota 1690, sempre seguendo le indicazioni sulle rocce, prendiamo decisamente a destra verso il costone roccioso dominato dalla Torre di Forni. L'intaglio fra due spuntoni di roccia che notiamo di fronte a noi (1700 m. slm.) è il nostro nuovo punto di riferimento. Esso costituisce un vero sipario fra due scenari diversi. Alle spalle ci lasciamo l'imponente massiccio del Cridola digradante fino al (Boschet) ed il sentiero appena percorso che ci appare nettamente intagliato in mezzo alla vegetazione. Di fronte la vista si apre sui Monfalconi, sulla F.lla (Urtisiel) e più distante sulla Cimacuta e sulle altre cime contornanti la valle di Forni.

Oltrepassato l'intaglio, affrontiamo con cautela gli stretti tornantini ricavati sul ripido pendio ed attrezzati con una funicella fissa, quindi, seguendo un tratto ancora ricavato fra i mughi, raggiungiamo il sentiero 342 che imbocchiamo in discesa, alla nostra sinistra (mentre a destra condurrebbe con faticosa salita alla F.lla (dal Cason) e Bivacco Marchi Granzotto. Lo scenario di fronte, al di là della valle del Tagliamento si è aperto definitivamente verso la verdissima zona delle malghe e delle Alpi Carniche. In primo piano (Varmost), più lontana (Tragonia) di cui riusciamo a scorgere il tetto della Casera, sullo sfondo le moli imponenti del (Clap Savon) e del Monte Bivera .

Proseguiamo la discesa lungo un'infossatura fra i mughi onnipresenti sino ad incrociare, a quota 1680, il sentiero 361 che fa parte dell’itinerario Carnia Trekking, e su cui ci immettiamo girando a sinistra, in discesa (mentre a destra punta verso il lontano Rifugio Flaiban Pacherini, con l’itinerario detto (Truoi dai Sclops), cioè sentiero delle genziane.

Il tranquillo avvicinamento finale al Rifugio, con la prudenza dettata dalle ginocchia un po’ stanche, ci permette le riflessioni finali su questo itinerario riscoperto e sulle persone che prima di noi hanno percorso questi sentieri, magari per un lavoro gravoso sui magri pascoli o nei boschi. Il fatto di averli riproposti agli escursionisti ci sembra un doveroso omaggio a loro ed alla cultura montanara che ci auguriamo si possa ancora recuperare.

Questa descrizione propone il percorso dell'anello in senso antiorario che a nostro parere è il migliore. Nulla vieta di percorrerlo in senso inverso in quanto la segnaletica predisposta ne garantisce altrettanta sicurezza. Per i meno allenati le possibilità intermedie di ritorno al Rifugio con i sentieri 346 e 354 permettono di dividere l'anello in più tappe .

Buona Passeggiata ed arrivederci sulle Montagne di FORNI.

Ringraziamo, con l'occasione, tutti coloro che hanno collaborato per la realizzazione dell'Anello.

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